la maestosa statua raffigura l'Arcangelo Michele, indossante una lorica e un cimiero argenteo, vincitore sul drago-Satana, con la coda attorcigliata alla gamba sinistra; il santo infila la spada nella bocca del drago con la mano destra, mentre con la sinistra regge il grande scudo che poggia sulla coda...
la maestosa statua raffigura l’Arcangelo Michele, indossante una lorica e un cimiero argenteo, vincitore sul drago-Satana, con la coda attorcigliata alla gamba sinistra; il santo infila la spada nella bocca del drago con la mano destra, mentre con la sinistra regge il grande scudo che poggia sulla coda del drago. Il gruppo costituisce un corpo unico e la parte posteriore non è lavorata, non essendo probabilmente concepita l’opera come statua da processione, ma solo per altare. La dipintura è stata aggiunta successivamente ad opera di Francesco Santulli. La statua, forse commissionata da mons. Luca De Rinaldis, vescovo della Diocesi di Gravina dal 1518 al 1552, costituisce l’ultima opera nota del prolifico scultore, attivo sin dall’ultimo decennio del XV secolo e autore di numerose statue di santi, per la gran parte commissionate dal piccolo clero e dagli ordini mendicanti. Il San Michele di Gravina, con il suo panneggio quasi scanalato e aderente al corpo, si presenta più dinamico ed energico nella postura piuttosto che nella caratterizzazione fisionomica.