La Chiesa di San Pietro, databile al 1300 e posta attualmente al di sotto del complesso dell'Immacolata, fu scoperta solamente nel 1980 a seguito di alcuni lavori di restauro effettuati dopo il terremoto. Dei resti dell'antico tempio è rimasto ben conservato solamente l’abside semicircolare impreziosito dai resti di un affresco...
La Chiesa di San Pietro, databile al 1300 e posta attualmente al di sotto del complesso dell’Immacolata, fu scoperta solamente nel 1980 a seguito di alcuni lavori di restauro effettuati dopo il terremoto. Dei resti dell’antico tempio è rimasto ben conservato solamente l’abside semicircolare impreziosito dai resti di un affresco raffigurante i Santi Pietro e Paolo e gli altri apostoli, opera in caratteri gotici che si avvale di rinvii lessicali di probabile ascendenza Martiniana o Provenzale. Secondo il critico d’arte Sabino Iusco al di sopra degli apostoli doveva esserci la figura del Cristo Pantocratore. L’ipotesi nasce dallo studio di un affresco presente nella chiesa di Santa Barbara a Rivello, databile tra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500, il quale si rifà chiaramente allo schema compositivo dell’affresco presente nella chiesa di San Pietro. Seguendo questa teoria, è possibile ipotizzare la datazione dell’affresco nella metà del XV sec. Lo stato di conservazione dell’affresco ci permette di identificare quasi certamente le figure ritratte. San Pietro stringe nella mano destra le chiavi; San Paolo, San Giacomo il minore e Sant’Andrea reggono rispettivamente la spada, il bastone del fullone e la croce portatile latina, simboli del loro martirio; mentre altri apostoli, come Giovanni e Tommaso, sono riconoscibili dalle iscrizioni visibili che riconducono ai loro nomi. Inoltre San Pietro guarda verso l’alto, presumibilmente il Cristo racchiuso in una mandorla, mentre San Paolo convoca direttamente l’osservatore. Non vi è dubbio che si tratta di un’opera di elevata valenza artistica, tanto più che la stessa è stata assunta a modello di altre rappresentazioni sacre di artisti dei secoli successivi come Palumbo, Teodisco ed altri.