Nel presbiterio della chiesa parrocchiale di Gromo sono collocate le sei tele realizzate da Antonio Cifrondi, raffiguranti episodi della vita dei due santi a cui la chiesa stessa è dedicata: San Giacomo Apostolo e San Vincenzo Levita. Il ciclo presenta quattro tele laterali rettangolari e due tele
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Nel presbiterio della chiesa parrocchiale di Gromo sono collocate le sei tele realizzate da Antonio Cifrondi, raffiguranti episodi della vita dei due santi a cui la chiesa stessa è dedicata: San Giacomo Apostolo e San Vincenzo Levita. Il ciclo presenta quattro tele laterali rettangolari e due tele
centinate sul fondo dell’abside. A sinistra sono presenti: Martirio di San Giacomo (decollazione); Miracolo di San Giacomo (il santo salva l’anima di un cavaliere); San Giacomo in veste di pellegrino con la Madonna del Pilar
(tela centinata). A destra sono presenti: Martirio di San Vincenzo (sulla graticola); San Vincenzo sul letto di morte; Gloria di San Vincenzo (il santo in carcere con un gruppo di angeli cantori). Le tele del Cifrondi rappresentano in modo significativo il linguaggio dell’artista: tavolozza povera, colori terrosi, magri, giocati nella scala dei bruni e dei bruciati, quasi come se fosse un uso ascetico del colore. Vi campeggiano figure che annullano il paesaggio con particolari di forte presa emotiva.
Chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Vincenzo
Posta appena fuori dal borgo medievale, la chiesa parrocchiale presenta la struttura principale risalente al XIII secolo e si articola in più parti, risultato di secolari aggiunte e integrazioni: la cappella di San Benedetto con affreschi, la foresteria (oggi museo parrocchiale), il portico e i sagrati
nord e sud. L’ingresso principale è posto sulla facciata a sud: trattasi di un portale cinquecentesco, con stipiti a forma di pilastri dalla sezione squadrata con base e capitello, sopra i quali poggia l’architrave monolitico con al centro il monogramma di San Bernardino. L’interno, di impianto romanico con tre navate, presenta la navata centrale coperta da tetto a capanna con spioventi in legno sorretti da tre grandi archi a sesto acuto in muratura, mentre le altre due navate laterali sono più basse e coperte da volto incrociato, ricche di stucchi barocchi. Le tre suddette arcate suddividono ogni navata in quattro campate. Conserva numerosi e pregevoli elementi degni di nota: il cinquecentesco fonte battesimale, il ciclo pittorico di Antonio Cifrondi nel presbiterio, la pala “Gloria di Ognissanti” di Antonio Marinoni della prima metà del ‘500, tele della seconda metà del ‘700 di ambito veneto, preziose reliquie in rare oreficerie, l’antico altare ligneo dorato del 1645 e, infine, la statua lignea del Cristo Morto del ‘500, realizzata da Grazioso Fantoni, che viene tradizionalmente e solennemente portata in processione per le vie del borgo la sera del Venerdì Santo. La ricchezza, il gusto e la molteplicità degli arredi rispecchiano la storia, l’economia, la devozione e le vicende delle varie contrade del territorio di Gromo.